Fibromi uterini: cosa sono e come si classificano
Per comprendere cosa sono i fibromi uterini, è utile considerare che l'utero è un organo formato in gran parte da tessuto muscolare. I fibromi, detti anche miomi o leiomiomi, sono formazioni benigne che originano dalle cellule muscolari lisce e dal tessuto connettivo e possono crescere all'interno della parete uterina, al di sotto dell’endometrio o sulla superficie esterna dell’utero.
Molti fibromi sono asintomatici e vengono scoperti durante una visita o un'ecografia eseguita per altri motivi. In altri casi, invece, possono causare mestruazioni abbondanti, dolore o sensazione di pesantezza pelvica e, in alcuni casi, interferire con la fertilità o con l'andamento di una gravidanza già in essere.
Le loro dimensioni possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri. Inoltre, una donna può avere un solo fibroma oppure più fibromi con caratteristiche differenti.
In base alla posizione occupata, i fibromi uterini possono essere:
- Submucosi: quando si sviluppano verso la cavità uterina;
- Intramurali: quando sono localizzati nello spessore della parete muscolare dell'utero;
- Sottosierosi: quando crescono prevalentemente verso la superficie esterna dell'organo.
Alcuni miomi possono essere peduncolati, cioè collegati all'utero attraverso una porzione più stretta di tessuto.
La classificazione dei fibromi uterini è importante perché sede e rapporto con la cavità uterina possono determinare sintomi e impatto sulla fertilità.
Che sintomi danno i fibromi uterini
I sintomi dei fibromi uterini dipendono soprattutto dal loro numero, dimensioni e posizione. Molte pazienti non presentano alcun disturbo. Quando presenti, le manifestazioni più comuni possono comprendere:
- mestruazioni molto abbondanti o prolungate;
- sanguinamenti tra un ciclo e l'altro;
- dolore mestruale;
- dolore, pressione o sensazione di peso nella zona pelvica;
- aumento della circonferenza addominale;
- necessità di urinare più spesso o difficoltà a svuotare la vescica;
- stitichezza o pressione sul retto;
- dolore durante i rapporti sessuali;
- difficoltà a ottenere una gravidanza.
Perdite mestruali abbondanti possono provocare anemia da carenza di ferro, con stanchezza, debolezza, pallore, fiato corto o palpitazioni. Questi sintomi richiedono attenzione medica e, quando indicato, ulteriori accertamenti.
È importante sottolineare che dolore pelvico e sanguinamenti anomali possono dipendere anche da altre condizioni ginecologiche. Non è quindi possibile attribuirli ai fibromi senza un inquadramento specialistico completo.
Quali sono le cause dei fibromi dell’utero
Le cause dei fibromi uterini non sono ancora completamente conosciute. Il loro sviluppo sembra dipendere dall'interazione tra predisposizione genetica, fattori ormonali e meccanismi di crescita cellulare.
Estrogeni e progesterone possono favorire la crescita dei miomi durante l'età fertile. Dopo la menopausa, quando i livelli di questi ormoni diminuiscono, molti fibromi tendono a ridursi, anche se non accade in ogni caso.
La probabilità di sviluppare fibromi uterini può essere maggiore in presenza di familiarità, con l'avanzare dell'età riproduttiva e in alcune popolazioni. Anche condizioni come sovrappeso, obesità e ipertensione sono state identificate come fattori di rischio.
Come si vedono i miomi uterini e quali esami servono per studiarli
L'esame di primo livello che permette di individuare queste patologie benigne è l'ecografia ginecologica, che può essere eseguita per via transvaginale o transaddominale.
Quando è necessario esaminare il rapporto di un fibroma con la cavità uterina, lo specialista può richiedere ulteriori accertamenti, come:
- Ecografia Transvaginale 3D (tridimensionale);
- Sonoisterografia: un esame che si esegue introducendo una soluzione fisiologica all’interno della cavità uterina durante l'ecografia;
- Isteroscopia Diagnostica: una procedura endoscopica mini invasiva che consente di osservare direttamente l'interno dell'utero;
- Risonanza Magnetica (RM), utile in casi selezionati, per mappare fibromi numerosi o voluminosi e pianificare il trattamento.
Nell'ambito di una valutazione preliminare ad un eventuale trattamento di procreazione assistita, vengono richiesti anche altri esami diagnostici per entrambi i partner. Il solo riscontro ecografico di un fibroma uterino non dimostra infatti che questo sia la causa di una eventuale difficoltà a concepire.
Quando i fibromi uterini possono interferire con la fertilità
Il rapporto tra fibromi uterini e fertilità non è uguale per tutte le pazienti. La maggior parte delle donne con uno o più miomi non è infertile e può concepire spontaneamente.
Il possibile impatto sulla capacità riproduttiva dipende soprattutto dalla posizione del fibroma e dall'eventuale deformazione della cavità uterina, oltre che da dimensioni e numero.
I fibromi submucosi e quelli intramurali che alterano il profilo dell’utero sono le tipologie maggiormente associate a difficoltà di impianto dell’embrione. Possono modificare lo spazio disponibile nell'endometrio, interferire con la contrattilità uterina o, in alcune sedi, ostacolare il passaggio degli spermatozoi e la funzionalità delle salpingi (o tube di Falloppio).
I fibromi sottosierosi, sviluppandosi verso l'esterno dell'utero, in genere hanno invece un impatto trascurabile sulla fertilità.
La seguente tabella aiuta a riassumere in modo semplice e chiaro questi concetti:
| Tipo di fibroma | Dove si trova | Possibile impatto su fertilità e PMA |
|---|---|---|
| Sottomucoso | Sporge in parte o completamente nella cavità uterina | È la tipologia più chiaramente associata a una riduzione delle probabilità di impianto e gravidanza. |
| Intramurale | Si sviluppa nello spessore della parete uterina | Può compromettere la fertilità se determina una deformazione della cavità uterina. |
| Sottosieroso | Cresce verso la superficie esterna dell'utero | In genere non modifica la cavità uterina e non causa infertilità. |
Prima di considerare il mioma come una causa possibile di infertilità è sempre necessario valutare anche gli altri fattori femminili e maschili. Età, riserva ovarica, ovulazione, pervietà tubarica e caratteristiche del liquido seminale possono influire sulle possibilità di concepimento indipendentemente dalla presenza di fibromi uterini.
Fibromi uterini e ricerca di una gravidanza: quando rivolgersi a un centro specializzato in fertilità
In generale, in assenza di condizioni che rendano opportuno un approfondimento anticipato, se la gravidanza non si instaura dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti oppure dopo 6 mesi quando la partner femminile ha almeno 35 anni, è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato in fertilità.
La valutazione clinica consente di analizzare il possibile impatto dei miomi sul concepimento insieme agli altri fattori che possono influenzare la fertilità della coppia.
Presso la Sede Affidea|CDC di Torino in Via Federico Menabrea 14, è possibile effettuare gli accertamenti necessari con medici esperti in Medicina della Riproduzione e pianificare, quando indicato, l’approccio chirurgico più appropriato e/o un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.
Questa seconda strada può essere contemplata quando i fibromi non sono la causa principale di infertilità o quando, pur essendo stati trattati, persistono altri fattori che ostacolano il concepimento.