Cosa significa avere le tube chiuse e cosa comporta per la fertilità
Avere le tube chiuse significa che le salpingi, ovvero quelle formazioni che permettono la comunicazione tra l’utero e le ovaie, presentano un’occlusione parziale o completa, che ostacola o impedisce in modo significativo l’instaurarsi di una gravidanza.
Le patologie tubariche rappresentano una delle cause più frequenti di infertilità femminile.
Nella pratica clinica, si parla di fattore tubarico quando un’alterazione anatomica o funzionale delle tube compromette il normale processo riproduttivo. Si tratta spesso di una condizione silenziosa, che si manifesta solo quando la gravidanza tarda ad arrivare dopo mesi o anni di tentativi.
Le tube, o salpingi, svolgono infatti un ruolo fondamentale nel processo riproduttivo: sono il luogo in cui avviene la fecondazione. In condizioni fisiologiche:
- l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio
- entra nella tuba
- qui incontra gli spermatozoi
- l’embrione sviluppato prosegue il suo percorso verso l’utero
Quando è presente un’ostruzione tubarica, questo delicato meccanismo si interrompe, con ripercussioni sulla fertilità della donna.
L’occlusione delle tube può essere:
- Monolaterale: se interessa soltanto una tuba; la fertilità può essere ridotta ma non del tutto compromessa;
- Bilaterale: se coinvolge entrambe le tube; in questo caso, la probabilità di gravidanza spontanea può essere estremamente ridotta.
Come capire se le tube sono chiuse: sintomi di occlusione tubarica
Le tube chiuse sono nella maggior parte dei casi asintomatiche, cioè non provocano sintomi specifici. Molte donne presentano cicli regolari e nessun segnale degno di nota, ma incontrano difficoltà a concepire.
Quando presenti, i sintomi di occlusione tubarica sono generalmente legati alla patologia sottostante e possono includere:
- dolore pelvico cronico
- dispareunia (dolore durante i rapporti)
- dismenorrea (mestruazioni dolorose)
- perdite vaginali anomale
In caso di idrosalpinge, una condizione in cui la tuba si riempie di siero, può comparire anche una sensazione di tensione o peso a livello pelvico.
Esami diagnostici: le tube chiuse si vedono con l’ecografia?
Una normale ecografia pelvica o transvaginale non consente di capire se le tube sono chiuse. Per riconoscere un’occlusione tubarica, è necessario ricorrere a esami diagnostici specifici, che permettano di verificare la pervietà e la funzionalità di questi condotti. Si tratta di uno step fondamentale per orientare correttamente il percorso della coppia.
Isterosalpingografia
L’isterosalpingografia è un esame radiografico che consente di studiare la morfologia dell’utero e la pervietà delle salpingi.
Richiede l’utilizzo di un mezzo di contrasto per visualizzare eventuali ostruzioni. L’esame si esegue in ambulatorio e dura in genera alcuni minuti. In alcuni casi, può provocare un moderato fastidio simile a crampi mestruali.
HyFoSy
La HyFoSy è una metodica ecografica che consente di valutare la pervietà tubarica senza l’utilizzo di radiazioni o mezzo di contrasto.
Utilizza una schiuma ecogena, monitorata in tempo reale tramite ecografia transvaginale, per osservare il passaggio nelle tube. Rispetto all’isterosalpingografia tradizionale, la HyFoSy è meno invasiva e risulta meglio tollerata dalle pazienti. Per queste ragioni, è sempre più utilizzata come indagine di primo livello nella valutazione dell’infertilità femminile.
Cause possibili dell’occlusione delle tube
Le tube chiuse sono spesso il risultato di processi infiammatori o infettivi. Queste condizioni possono infatti dare origine a blocchi o aderenze che interferiscono con la normale funzionalità dell’apparato riproduttivo femminile.
Le principali cause di ostruzione tubarica sono:
- Salpingite: un’infiammazione delle tube, spesso secondaria a infezioni batteriche; queste infiammazioni portano a:
- Idrosalpinge: la dilatazione, con conseguente ostruzione, causata da un accumulo di liquido sieroso;
- Sactopiosalpinge: un’occlusione causata dalla presenza di materiale purulento all’interno di una o entrambe le tube;
- Endometriosi: una patologia ginecologica cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto simil-endometriale al di fuori della cavità uterina;
- Difetti congeniti: anomalie anatomiche presenti fin dalla nascita;
- Infezioni sessualmente trasmesse (IST): malattie come la clamidia o la gonorrea, se non adeguatamente trattate, possono causare processi infiammatori in grado di danneggiare le tube fino a provocarne l’occlusione;
- Aderenze post-chirurgiche: possono formarsi dopo interventi addominali o pelvici, come appendicectomia, cesareo o chirurgia ginecologica. Si tratta di “cicatrici interne” che creano connessioni anomale tra i tessuti e possono alterare la posizione o la funzionalità delle tube, fino a comprometterne la pervietà.
- stimolazione ovarica e monitoraggio follicolare;
- prelievo degli ovociti in concomitanza con la capacitazione del liquido seminale;
- fecondazione in vitro;
- trasferimento dell’embrione in utero.
- la IUI (inseminazione intrauterina) può essere presa in considerazione se almeno una tuba è pervia e l’ovulazione avviene in corrispondenza della tuba funzionante;
- la FIVET è indicata in caso di ostruzione tubarica bilaterale, quando la IUI non è andata buon fine e in presenza di parametri del liquido seminale nella norma o solo lievemente alterati;
- la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) viene valutata quando, oltre al fattore tubarico, è presente anche un fattore maschile severo, come una significativa riduzione del numero, della motilità o della qualità degli spermatozoi.
Tube chiuse e gravidanza: è possibile avere figli?
La possibilità di una gravidanza spontanea in presenza di tube chiuse dipende dall’estensione del danno tubarico.
Se almeno una tuba è pervia e funzionale, il concepimento naturale può avvenire, anche se con probabilità ridotte e tempi potenzialmente più lunghi. In presenza di un’occlusione bilaterale, invece, la possibilità di una fecondazione spontanea diventa altamente improbabile.
In generale, un aspetto importante da considerare è il rischio di gravidanza extrauterina: le lesioni tubariche possono aumentare la probabilità che l’embrione si arresti lungo il suo percorso e si impianti all’interno della tuba, con complicanze anche gravi.
È importante chiarire che una diagnosi di tube chiuse non equivale a una impossibilità assoluta di avere figli, ma richiede una valutazione specialistica per individuare il percorso con le maggiori probabilità di successo.
Il Fattore tubarico nella PMA: i percorsi possibili
La Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta una delle principali opzioni terapeutiche nei casi di infertilità da fattore tubarico. Il percorso terapeutico può variare in base alle caratteristiche cliniche di entrambi i partner.
Tube chiuse: come la FIVET facilita la fecondazione
La tecnica FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo-Transfer) è la più utilizzata per favorire il concepimento nelle pazienti con tube occluse, poiché permette di bypassare il ruolo di questi condotti realizzando la fecondazione in laboratorio.
Con la FIVET, l’incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio (“in vitro”), ovvero al di fuori del corpo della donna.
Le fasi principali del percorso con tecnica FIVET sono:
Il successo del trattamento non può essere previsto con certezza e dipende da diversi fattori.
IUI, FIVET o ICSI: come si sceglie
È importante sottolineare che, oltre alla FIVET, esistono anche altre tecniche di riproduzione assistita. La scelta del percorso più idoneo (IUI, FIVET o ICSI) deriva sempre da una valutazione globale e personalizzata della coppia, che include anche lo studio del partner maschile.
In linea generale:
Sospetta ostruzione delle tube: a chi rivolgersi
La sede Affidea|CDC di Torino in Via Federico Menabrea 14 è specializzata in procreazione assistita (PMA) e nella diagnosi dell’infertilità di coppia. Il centro si avvale di un team composto da medici specialisti ed embriologi con una comprovata esperienza nella Medicina della Riproduzione.


